Riformare e rilanciare le RdP sulle voci

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Riformare e rilanciare le RdP sulle voci

Gitz
Administrator
Paul Gascoigne apre una discussione di cui c'era davvero bisogno: chi conosce questo blog/forum sa che le richieste di parere sono un mio chiodo fisso. Spero solo che le richieste di parere non passino come una trovata di quei troll di Wikipedate, dal momento che non sono un'invenzione mia e nemmeno di Wikipedia: le requests for comment sono antiche quanto internet, e anzi nascono prima di internet, visto che l'origine risale addirittura al 1969, quando Steve Crocker, ricercatore alla UCLA, scrisse la RFC 1, Host Software, nell’ambito del progetto ARPANET. Naturalmente le RfC wikipediane sono altra cosa rispetto alle RfC di ARPANET o dell'Internet Engineering Task Force, ma certamente c'è qualche filo di continuità, all'insegna della cultura informale, libertaria e consesualistica dei pionieri di internet. Uno slogan: "We reject: kings, presidents and voting. We believe in: rough consensus and running code" (David Clark 1992, fonte). Le RfC sono una fondamentale istituzione wikipediana, in quanto tale oggetto anche di ricerca accademica (esempio).

Quanto alla discussione in corso, mi limito a rilevare che le RfC funzionerebbero bene anche per le discussioni su regole e convenzioni del progetto (ad esempio sarebbero state un toccasana nella recente discussione sul potere di deflag dell'ArbCom). Ha ragione Bramfab che non sempre un'opzione binaria Sì/No è possibile ma, come nota agrimensore, le RfC non devono averla per forza, e anzi spesso non ce l'hanno proprio.

Vedremo come prosegue.
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Re: Riformare e rilanciare le RdP sulle voci

ashoppio
Administrator
Gitz wrote
Paul Gascoigne apre una discussione di cui c'era davvero bisogno: chi conosce questo blog/forum sa che le richieste di parere sono un mio chiodo fisso. Spero solo che le richieste di parere non passino come una trovata di quei troll di Wikipedate, dal momento che non sono un'invenzione mia e nemmeno di Wikipedia: le requests for comment sono antiche quanto internet, e anzi nascono prima di internet, visto che l'origine risale addirittura al 1969, quando Steve Crocker, ricercatore alla UCLA, scrisse la RFC 1, Host Software, nell’ambito del progetto ARPANET. Naturalmente le RfC wikipediane sono altra cosa rispetto alle RfC di ARPANET o dell'Internet Engineering Task Force, ma certamente c'è qualche filo di continuità, all'insegna della cultura informale, libertaria e consesualistica dei pionieri di internet. Uno slogan: "We reject: kings, presidents and voting. We believe in: rough consensus and running code" (David Clark 1992, fonte). Le RfC sono una fondamentale istituzione wikipediana, in quanto tale oggetto anche di ricerca accademica (esempio).

Quanto alla discussione in corso, mi limito a rilevare che le RfC funzionerebbero bene anche per le discussioni su regole e convenzioni del progetto (ad esempio sarebbero state un toccasana nella recente discussione sul potere di deflag dell'ArbCom). Ha ragione Bramfab che non sempre un'opzione binaria Sì/No è possibile ma, come nota agrimensore, le RfC non devono averla per forza, e anzi spesso non ce l'hanno proprio.

Vedremo come prosegue.
Boh onestamente non è magari un modo per creare lunghe e noiose discussioni su cazzate? Non basta fare una discussione nella talk?
ashoppio
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Re: Riformare e rilanciare le RdP sulle voci

Gitz
Administrator
ashoppio wrote
Non basta fare una discussione nella talk?
A volte basta, altre volte no. L'RdP non è un modo per prolungare all'infinito le discussioni: è un modo per chiuderle. Ciò che la distingue rispetto alle discussioni informali è la possibilità (non necessità) che qualcuno "chiuda" la discussione dichiarando se c'è o non c'è consenso e qual è il suo contenuto.
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Re: Riformare e rilanciare le RdP sulle voci

Gitz
Administrator
Non linko (sono da cellulare) ma segnalo il commento fuori crono di TrinacriamGolem, che conferma la mia impressione sulla "imparzialità" di questo admin candidato arbitro:

"Secondo me, invece, diventerebbe una sorta di resa rispetto all'obiettivo di avere un confronto basato sulle fonti e, in esito, un modo per "fossilizzare" le voci, rendendo impossibile qualsiasi evoluzione successiva che troverebbe la scontata obiezione del "si è votato" (e quindi così deve restare). Qualcosa che finisce con lo scontrarsi inesorabilmente con WP:MAGGIORANZA."

Non c'è naturalmente nessuna ragione per condividere la preoccupazioni di TG ( nelle RdP non contano le fonti? La RdP fossilizzano le voci? Mah, chissà perché) ma il punto è che TG reagisce in modo meccanico al riferimento, fatto da Paul Gascoigne, al titolo di Genocidio a Gaza, e forse anche all'altro esempio, la morte del papa su 2025. È vero, con una RdP sarebbe stato impossibile per un singolo admin molto convinto delle proprie opinioni (rispettivamente TG e Phyrexian) tenere in scacco la comunità per mesi. Alla fine il consenso ha prevalso comunque, in entrambi i casi, ma la fatica e la perdita di tempo sarebbero state minori se la voce di un singolo utente admin avesse pesato quanto quella degli altri.
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Re: Riformare e rilanciare le RdP sulle voci

itawikinostra
Gitz wrote
Non linko (sono da cellulare) ma segnalo il commento fuori crono di TrinacriamGolem, che conferma la mia impressione sulla "imparzialità" di questo admin candidato arbitro:

"Secondo me, invece, diventerebbe una sorta di resa rispetto all'obiettivo di avere un confronto basato sulle fonti e, in esito, un modo per "fossilizzare" le voci, rendendo impossibile qualsiasi evoluzione successiva che troverebbe la scontata obiezione del "si è votato" (e quindi così deve restare). Qualcosa che finisce con lo scontrarsi inesorabilmente con WP:MAGGIORANZA."
Tradotto in italiano: "Secondo me, invece, diventerebbe una sorta di resa rispetto all'obiettivo di avere un caxxo di admin che impone la sua decisione"