|
Premessa: la mia scrittura non è particolarmente fluida, quindi mi scuso in anticipo se questo testo risulterà un po’ pesante; prima di pubblicarlo cercherò comunque di farmi aiutare dalla IA per renderlo più scorrevole e piacevole da leggere.
Sono un contributore attivo di it.wiki da circa tre anni e frequento forum e community online da quasi vent’anni. Questa vuole essere una riflessione su it.wiki, ma più in generale sulle tendenze che vedo ripetersi nelle community italofone e che, a mio avviso, si riflettono in modo piuttosto fedele anche su Wikipedia in italiano. Premetto che si tratta ovviamente di una generalizzazione e che esistono eccezioni. Però, dopo anni di interazioni online, sono arrivato a una conclusione piuttosto netta: agli italiani piace la burocrazia, ma non piace essere messi di fronte alle proprie responsabilità. L’idea che mi sono fatto è questa: l’italiano medio si percepisce insieme vittima e potenziale carnefice. Sa che, se gli venisse dato anche solo un minimo di potere, potrebbe essere tentato di usarlo in modo opportunistico; e allo stesso tempo sa (o crede) che gli altri farebbero lo stesso con lui. Da qui nasce il bisogno di regole, regolamenti, sottoregole e procedure sempre più dettagliate, come argine preventivo contro l’abuso. Il paradosso è che quelle stesse regole, una volta create, vengono continuamente interpretate in modo elastico, stirate, stressate fino al limite, così da mantenere margini di discrezionalità e, all’occorrenza, poterle aggirare. Gli errori diventano sempre responsabilità altrui, le decisioni discutibili si trasformano in “azioni necessarie” contro presunti nemici esterni che avrebbero imposto urgenza e rigidità. La responsabilità personale rimane sullo sfondo. Questo discorso, per me, vale per it.wiki come per molte altre community italiane. Su it.wiki, però, si aggiungono elementi specifici: una certa postura “missionaria” nella difesa del progetto — come se fosse costantemente minacciato da forze oscure — unita a dinamiche che ricordano il peggior familismo amorale. Una volta entrati in un certo gruppo dirigente, si finisce spesso per difenderne automaticamente le posizioni, perdendo di vista l’insieme. A questo si aggiunge l’esistenza di canali alternativi di comunicazione tra amministratori che, pur comprensibili sul piano pratico, non possono essere solo strumenti neutri di servizio. È inevitabile che generino una pressione tra pari e una tendenza al conformismo: si nota infatti una certa riluttanza a intervenire criticamente sulle azioni degli altri admin. Il risultato è un clima che ricade anche sull’utenza comune, spesso lasciata in mezzo a decisioni percepite come incoerenti o arbitrarie e a una cultura che fatica ad accettare il dissenso. Nel mio caso, questo mi ha portato progressivamente a distaccarmi dalle discussioni comunitarie più generali e a rifugiarmi in argomenti di nicchia, dove posso contribuire in relativa tranquillità, senza il timore che arrivi il paladino di turno dell’enciclopedicità a ribaltare tutto senza reale possibilità di replica. C’è poi un altro aspetto che trovo problematico: una certa omogeneità culturale tra gli utenti più attivi, amministratori e non. Mi sembra evidente la presenza di un blocco con background prevalentemente scientifico. Di per sé non è un problema quando si tratta di scrivere voci; lo diventa però quando quella forma mentis si trasferisce nelle discussioni comunitarie. Troppo spesso ho visto ragionamenti circolari, impostazioni manichee, rigidità logiche che sembrano escludere l’idea stessa che il confronto e la mediazione siano parte integrante — e inevitabile — di un progetto collaborativo. Queste sono riflessioni sparse, scritte di getto. Ci sarebbe molto altro da dire, senza fare nomi, e probabilmente molte cose sono già state dette in altre forme. Ma sentivo comunque il bisogno di lasciare il mio punto di vista sulla questione. |
|
Administrator
|
Grazie del tuo interessante contributo. Qualche riflessione telegrafica 1) Interessante il punto sulla via italiana alle regole (fanno il paio col tuo nickname) 2) la postura missionaria c'è senza dubbio. Quale sia la missione effettiva (oltre la filastrocca del fare l'enciclopedia) invece è un po' fumoso e spesso inteso in modo semplicistico 3) di certo è rarissimo che ci siano scontri pubblici fra admin, ma di recente ce n'è stato uno piuttosto acceso di cui abbiamo parlato qui: se quella è la parte pubblica, in privato deve essere stato un flame notevole. Di certo se fossero stati coinvolti utenti "vanilla" sarebbero volati blocchi e infiniti a raffica. 4) la fatica ad accettare il dissenso è estrema, sia nelle discussioni sia nelle voci, dove sull'altare di una presunta neutralità di facciata la vittima è proprio la neutralità. Wiki è molto mainstream e in questo ha miseramente fallito uno dei significati di "libera". 5) a me non pare che ci sia quest o gruppo "scientifico" di cui parli, anzi la gran maggioranza di attività a me sembra proprio su voci di costume (musica, cantanti, fantasy, sport, cronaca ecc), ed è forse proprio quello che fa saltare più all'occhio lo scazzo di chi vorrebbe più argomenti più intellettuali&alti. IMHO sono una netta minoranza.
TrameOscure
|
|
Administrator
|
Ti ringrazio anch'io per la riflessione, che purtroppo noto solo ora - le notifiche a quanto pare non mi arrivano sempre.
Ovviamente sono d'accordo. Una frase che mi piace citare a proposito degli italiani e delle regole è una citazione di Manganelli, che ricordo a braccio (cioò riformulo): l'italiano medio convive sempre con la convinzione di poter finire in ogni momento in prigione; il fatto di non esserci ancora finito è, ai suoi occhi, la dimostrazione che la giustizia non funziona. Il che significa che tendiamo ad essere, allo stesso tempo, paranoici e maneggioni, burocratici ed opportunisti, zelanti e furbetti. Non appena riceviamo un briciolo di potere, ne abusiamo sistematicamente, e moltiplichiamo le regole e le eccezioni salvo accantonarle quando non ci convengono. Sintomantico di questo sono i messaggi di Trenitalia, che menzionano il numero del regolamento tal dei tali per informarti di cose banalissime; invece di scrivere "Non fate x", ovunque in Italia si legge "E' SEVERAMENTE vietato fare X - seguito da "ai sensi del regolamento salpiffero"; sotto ai cartelli "vietato fumare", c'è spesso un generoso posacenere. Non è vero che, come sosteneva Gramsci, in Italia è mancata una letteratura nazionalpopolare, ma il fatto è che, più che di Dante e Manzoni, siamo figli di Arlecchino e Pulcinella. E con questo chiudo la mia tirata anti-nazionale (altro topos molto italiano, a dire il vero). Tornando a Wikipedia, che dirti? Sono d'accordo su tutto. Io penso (forse a differenza di te?) che it.wiki abbia molto bisogno di regole e procedure, cioè che sia un progetto che è rimasto terribilmente indietro su questo piano. Ma regole e procedure da sole, senza una cultura editoriale imparziale, equanime, oggettiva, ospitale nei confronti della critica e della contestazione, servono a poco o niente. |
|
In reply to this post by Vorreimanonposso
Grazie per l'ottimo contributo! Più che scientifico direi scientista: lo dimostra il fatto che lo stato di molte voci tecnico-scientifiche su (r)it.wiki è semplicemente disastroso. Ammesso che almeno esistano, il che non è per niente garantito. |
|
Hai fatto bene a puntualizzare anche perché veicola meglio il messaggio. Non è necessario avere background scientifico per essere scientisti.
@Trame: la rigidità che vedo negli ambiti che non sono quantitativi ma qualitativi per me è perfettamente ascrivibile all'approccio scientista @Gitz: no, non è vero che voglio meno regole, in realtà sono d'accordo con molti punti espressi altrove su questo forum dove servirebbero altri strumenti e penso che it.wiki - non so se volontariamente o meno - non abbia gli strumenti per gestire internamente la conflittualità, forse si stanno facendo però dei passi avanti, già solo che qualcuno si sia preso la briga di cominciare a parlare di terzietà nelle decisioni e a abbozzare (l'hanno sbozzata alla fine?) una linea guida significa che un minimo di consapevolezza che c'è troppa arbitrarietà c'è. |
|
Administrator
|
Condivido la tua speranza. In effetti WP:Terzietà è stata sbozzata da Friniate nel novembre 2025 - quasi due anni dopo la proposta di Superpes/Civvì (gennaio 2024) e - non che a qualcuno freghi qualcosa, eh - più di due anni dopo la pubblicazione del mio post sul blog, "La regola che non c'è" (settembre 2023). Ce n'è voluta, ma alla fine... Invece l'ArbCom continua a languire nell'utilità manifesta - ora aggiungo qualche informazione su questo, nei thread pertinenti - senza che nessuno si preoccupi della cosa. La discussione sulla sua creazione aperta da mau nel marzo 2024 è un caso paradigmatico di come funziona male un progetto organizzato nei "canali riservati": arriva subito la sventagliata di una dozzina di admin favorevoli, superando d'un colpo un'opposizione che durava da due decenni senza necessità di esplicitare le vere ragioni dell'istituzione dell'organo (evitare la supervisione dell'U4C). Risultato: l'ArbCom è un ombrello e non serve a nulla, perché non le sono state date le competenze che sole ne avrebbero giustificato la creazione. |
| Free forum by Nabble | Edit this page |
