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Purtroppo Superspritz non legge Wikipedate. E' un vero peccato perché, se lo facesse, si sarebbe evitato alcuni degli errori che impestano il suo ultimo commento in tema inappellabilità delle decisioni dell'ArbCom. E' un commento zeppo di errori e alcuni risultano già dal mio commento qui sopra; altri li segnalerò domani o quando avrò tempo.
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Come promesso, segnalo alcuni errori di Superspritz.
Un'osservazione generale. È vero che solo su alcune wikipedie le linee guida prevedono espressamente un appello in senso stretto, cioè la richiesta di correggere una decisione perché sbagliata, sproporzionata e simili; ma nelle linee guida che ho controllato, non ho trovato da nessuna parte un divieto di sottoporre nuovamente all’ArbCom questioni già decise in passato. Inoltre, e soprattutto, a differenza di quel che crede Superspritz, molte linee guida (de.wiki, cs.wiki e fi.wiki - poi ho smesso di controllare) prevedono la possibilità di presentare all'ArbCom "richieste successive" senza aprire un nuovo arbitrato (Nachfolgeanfragen, Žádost o opatření, Välityslautakunnan yhteyssivu, ecc.). Chiaramente le richieste successive possono essere presentate se le circostanze si sono modificate e un certo rimedio non è più necessario. Su de.wiki è previsto che possano essere presentate "per introdurre nuovi elementi di fatto, per dimostrare con adeguata motivazione l’inefficacia della misura già adottata, oppure per precisarla e integrarla con misure ulteriori". Ecco ad esempio una decisione dell'ArbCom ceca che revoca alcune misure applicate con una precedente decisione. E' logico e naturale: nonostante Superspritz sembri pensarla diversamente, dev'essere possibile chiedere all'ArbCom di rivedere e modificare i propri provvedimenti. Analogamente, riguardo a nl.wiki Superspritz ha un'allucinazione equando afferma "nessuna possibilità di appello". Ma la linea guida dice espressamente che l'ArbCom può rivedere e correggere la decisione in presenza di circostanze nuove; la richiesta può essere presentata da chiunque. Su pl.wiki, non trovo traccia della "possibilità di chiedere la revoca solo per l'utente sanzionato", menzionata da Superspritz, ma il punto sembra ovvio. Come ammesso da Superspritz, su en.wiki c'è una procedura di "chiarimento e modifica" delle decisioni (WP:ARCA). Superspritz nota che la linea guida "concede a qualsiasi utente la possibilità di chiedere di rivedere una decisione, ma l'ArbCom non è obbligato a farlo (può decidere di respingerla)". Ma non è ovvio? quale ArbCom potrebbe mai essere "obbligato ad accogliere" le richieste di revisione!?! Secondo Superspritz, en.wiki è di "manica molto larga" perché chiunque, non solo il "diretto interessato", può richiedere una revisione della decisione arbitrale. In realtà il punto è che su en.wiki l'ArbCom, oltre ad applicare sanzioni, può approvare rimedi di tipo regolativo, ad esempio creare contentious topic areas in cui imporrre standard di comportamento e di uso delle fonti più esigenti. E' quindi naturale che chiunque, non solo il "diretto interessato", possa chiedere all'ArbCom di chiarire o modificare questo genere di decisioni. Ammetto di non aver verificato hu.wiki, ru.wiki, uk.wiki e zh.wiki, menzionati da Superspritz, ma visto che il nostro ha cannato clamorosamente le ArbCom tedesca, ceca e olandese, probabilmente anche finlandese, e sembra capire poco del funzionamento di quella inglese, dubito che le sue interpetazioni delle linee guida in ungherese, russo, ucraino e cinese siano migliori. Insomma, il suo commento non è affidabile. Noto però che riguardo alla wikipedia cinese ripete la sua formula tautologica/assurdità "concede a qualsiasi utente la possibilità di chiedere di rivedere una decisione, ma l'ArbCom non è obbligato a farlo (può decidere di respingerla)". Superspritz quindi si sbaglia quando dice che la inappellabilità delle decisioni ArbCom "non è una "stortura" della sola it.wiki". Le decisioni dell'ArbCom sono, e non possono che essere, rivedibili, modificabili e integrabili e, a quanto pare, la possibilità di chiedere una revisione è ammessa OVUNQUE (non ho trovato alcuna eccezione). Superspritz ha invece ragione quando dice che "Gli ArbCom che prevedono appello/ricorso, oltretutto, sono anche quelli in cui le discussioni interne all'ArbCom sono pubbliche", ma la regola della segretezza totale (senza motivazioni: come un oracolo) è solo ed esclusivamente italiana. Come ho appena dimostrato, anche gli ArbCom "semi-pubblici", come quello tedesco e ceco (che discutono e deliberano off-wiki) ammettono la possibilità di richieste successive alla decisione. |
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La proposta di Murray Nozick limitava la possibilità di chiedere la revisione a "qualsiasi utente che è stato parte di una delibera"; nel suo commento introduttivo, Murray Nozick chiariva che si trattava della "possibilità di ricorrere nuovamente ad ArbCom per fare rivalutare una delibera di cui si è stati oggetto". Ora interviene Argeste e che cosa chiede? "per quale motivo, allora, un terzo non direttamente coinvolto dovrebbe avere facoltà di chiederne la revisione dell'esito?".
No comment sull'affermazione di Argeste che l'obbligo per l'ArbCom di informare le parti dell'esito prima di pubblicarlo elimina il rischio di decisioni sbagliate contro cui sarebbe opportuna la possibilità di ricorso. Cioè, questa è gente che nemmeno legge o, se legge, non capisce e, se capisce, non riflette. Uno dice chiaramente "possibilità di fare ricorso solo per le parti" e loro ti chiedono "ma perché vuoi consentire ai terzi di fare ricorso"? E Superspritz? "ieri sera ho risposto "a caldo", oggi posso rispondere dopo avere riletto le policy degli ArbCom", seguito da una serie di svarioni palesi. Questi sono due arbitri o ex arbitri, utenti di lungo corso, tra i più autorevoli e influenti di it.wiki. Non possono prendersi il tempo di leggere con calma e di riflettere, prima di premere "invio" a protezione della wikipedia che è loro e solo loro? Come si fa a scrivere una linea guida sensata in queste condizioni? |
Gente cui non affideresti neanche la pulizia del bastone da pollaio. |
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Le discussioni sull'ArbCom languono. Sembra esserci un consenso sulla proposta di Argeste, che è straordinariamente dettagliata, iperburocratica e inutile, perché si limita a prevedere degli obblighi di comunicazione a carico dell'ArbCom, presentandoli come garanzie per le parti e per la trasparenza. Questo mi sembra ridicolo: gli obblighi di comunicazione di per sé non sono una garanzia di trasparenza del processo decisionale.
Ora noto l'ultimo commento di Argeste contro l'appellabilità delle decisioni proposta da Murray Nozick: "Nel modello che proponi tu oltre al peso delle argomentazioni giocherebbe un ruolo anche l'eventuale reazione esterna (della comunità di it.wiki, ad esempio) alla deliberazione pubblicata; così facendo l'esito del ricorso verrebbe influenzato dal clima, e la Commissione Arbitrale cesserebbe di essere al riparo da condizionamenti esterni. Io questo non lo vorrei. Tu?" Fossi Murray Nozick, rispondere convintamente "Sì, lo voglio". E' ovvio che l'ArbCom deve essere controllabile dalla comunità. A fronte di una reazione della comunità, deve poter fare dei passi indietro. Si chiamano "checks and balances". Argeste non capisce che la possibilità di essere sottoposti a un controllo spesso non diminuisce, ma aumenta l'autorità e l'efficacia di un organo. Tant'è vero che nessuno vorrebbe allargare le competenze di un organo che decide in segreto, in modo non motivato e inappellabile. Sono sempre stato un sostenitore dell'ArbCom; perciò vorrei un'ArbCom che può ragionare davanti alla comunità ed essere controllata dalla comunità. Ricordo che nel 2022 avevo aperto una discussione al Bar, "Creare un collegio arbitrale?", ed ero stato preso a pernacchie da tutti. Tra i primi c'era stato proprio Argeste (all'epoca ancora Nicolabel) che con questo commento si era limitato a prendere in giro la mia proposta. Quattro anni dopo, mi ritrovo Argeste che non solo è a favore dell'ArbCom, ma di un'ArbCom le cui decisioni sono inappellabili e non possono essere contestate dalla comunità. Trovo che questo sia incomprensibile e che dipenda da una straordinaria mancanza di cultura giuridica. L'ArbCom non deve servire a depotenziare o esautorare la comunità, ma a darle un ulteriore e più efficace strumento decisionale. Ma affinché sia uno strumento della comunità, anziché uno strumento contro la comunità, è indispensabile che l'ArbCom sia controllabile dalla comunità, che dev'essere messa nella condizione di valutare come decidono gli arbitri, confermarli o trombarli, discuterne le decisioni, cercare di modificarle. In questo modo si attiva una dialettica interna (aka "discussioni comunitarie") che aumenta la riflessività della governance wikipediana (aka, l'intelligenza delle decisioni, la loro ponderatezza, il loro carattere vincolato da standard di giudizio pubblicamente difendibili, cioè dalle linee guida, e da procedure corrette). Io, che ho sempre difeso l'ArbCom, vorrei un'ArbCom che discute e decide in pubblico, con la possibilità per chiunque di intervenire e di commentare prima, durante e dopo la decisione, e le cui decisioni possono essere riviste e corrette in qualsiasi momento. Argeste, che non ha mai voluto l'ArbCom, vuole un'ArbCom che delibera in segreto prendendo decisioni inappellabili. Ma non è ovvio chi ha ragione e chi ha torto? |
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